23 febbraio 2012
Natura, Uomo e Cambiamenti climatici
Natura, Uomo e Cambiamenti
climatici.
di Luca Fortunato
fortunato.luca73@libero.it
Lunedì
pomeriggio sono stato a Bari per acquisti professionali. Avendone avuto il
tempo, ho fatto un salto anche in libreria e finalmente sono riuscito a trovare
un libro che cercavo.
Mark
Maslin, uno dei maggiori esperti mondiali di Climatologia, nel suo libro
“Riscaldamento Globale” (Codice Edizioni) ad un certo punto si domanda: “Considerando
tutte le prove scientifiche raccolte a supporto dell’ipotesi del riscaldamento
globale, perché c’è ancora una vastissima gamma di opinioni diverse su quanto
ci riserva il futuro ?“
Per
rispondere, tira in ballo un altro studioso, John Adams dell’University College
London il quale ha sviluppato 4 miti sulla Natura e 4 miti sulla natura umana. Dalle
diverse combinazioni possibili tra la prima serie e la seconda serie di miti
nascono gli atteggiamenti delle persone nei confronti della Natura, del Clima,
dell’Ambiente, dell’Ecologia ecc. La
Verità, ovviamente, nessuno sa quale sia. Del resto si tratta
di miti o meglio di schemi interpretativi. Tuttavia, essi rispecchiano tendenze
realmente presenti tra tutti noi, nella Società, nelle diverse società. Basta
ascoltare attentamente le persone per rendersene conto.
Gli
schemi, sebbene siano schemi, sono sempre utili. Anche per orientarsi,
eventualmente, in modo diverso rispetto ad essi ! Quello che invece non è mai
utile è lo “schema di non avere schemi”. O l’ignorare che essi comunque esistono
e vengono utilizzati ogni giorno ad esempio da diversi scienziati in tutto il
Mondo. Grazie ai quali otteniamo innumerevoli vantaggi quotidiani di cui spesso
dimentichiamo l’origine. O meglio, la natura dell’origine. Schemi, sì. Ma
importanti e produttivi.
Ora
ascoltiamo Adams (che rielaboro, in parte, con mie parole per esigenze di
spazio e di comunicazione):
I
4 miti sulla Natura:
1-Natura
benigna: la Natura
è prevedibile, forte, vigorosa, solida. In grado di perdonare qualunque azione
negativa l’Uomo possa compiere nei Suoi confronti. Per quanto possa essere
scossa essa torna sempre e nuovamente in equilibrio. Questo mito prevede, di
conseguenza, che l’Uomo non debba essere interventista.
2-Natura
effimera: la Natura è
fragile, precaria, inclemente. A causa dell’Uomo corre il rischio di collassare
in modo catastrofico. Necessiterebbe, dunque, di una gestione ambientale di
tipo protettivo. L’Uomo sulla Terra dovrebbe muoversi ed agire con cautela.
3-Natura
avversa-tollerante: è il mito derivante dalla combinazione del mito n.
1 e del mito n. 2. La Natura
perdona, tollera scosse e impatti di tipo antropico entro certi limiti.
Bisogna, dunque, cercare di prevenire gli eccessi mentre si può lasciar correre
riguardo a fenomeni di minore entità.
4-Natura
capricciosa: è imprevedibile. Qualsiasi tentativo di controllo è
inutile. Gli eventi sono al di fuori della portata umana (conoscitiva e
d’azione). Atteggiamento agnostico, di sospensione del giudizio. Le cose
potranno andare bene o male. Ma, in ogni caso, non possiamo saperlo. E, dunque,
non possiamo fare, predisporre alcunché in modo sensato.
I
4 miti sulla Natura umana:
1)
Gli
Individualisti: persone intraprendenti, con iniziativa, che si fanno da
sé, libere, autonome (di solito si tratta di imprenditori, liberi
professionisti, commercianti ecc.).
2)
I
Gerarchici: persone che vivono una realtà segnata da precisi confini
tra i gruppi e da norme vincolanti (di solito si tratta di militari, dirigenti
e funzionari pubblici, accademici, politici di Partito ecc.).
3)
Gli
Egualitari: mostrano lealtà nei confronti del gruppo ma poco rispetto
per le regole provenienti dall’esterno (leggi, norme, regolamenti, contratti
ecc.). Decidono democraticamente ma riconoscono un leader che stabilisce le
“regole del gioco” in funzione delle sue caratteristiche personali (di solito
si tratta di volontari, ambientalisti, iscritti a movimenti politici (ma non a
Partiti politici), ecc..).
4)
I Fatalisti:
rassegnati al proprio destino e a quello degli altri ………Ogni tentativo di
cambiamento ….. è inutile!
Ebbene,
sì. Sono miti, schemi. Ma sono utili. Utilissimi. Sia per meglio orientarsi in
diverse situazioni. Sia per comprendere le innumerevoli “cavolate” che spesso
si compiono e si producono. Quando ad esempio si forzano o si vogliono forzare
le diverse nature umane. Costringendole a s-naturarsi in improbabili convivenze
o indipendenze. O si forzano o si vogliono forzare teorie, idee, opinioni, filosofie,
punti di vista ad incontrarsi o a separarsi. Schemi non scemi. Nell’ambito del
dibattito sui Cambiamenti climatici. Ma anche e soprattutto al di fuori e al di
là di esso: nella vita quotidiana, nel lavoro ecc. Schemi non scemi. Ce lo
assicurano Maslin, Adams e tanti altri.
Tornando
per un attimo alla Natura:
è
ragionevole, ad esempio, supporre che
l’idea di una Natura capricciosa stia più nella testa di un fatalista anziché
di un individualista ?
Oppure:
è probabile che l’idea di una Natura effimera stia più nella testa di un egualitario
anziché di un gerarchico ?
E
così via.
È
chiaro che ogni persona è un caso a sé. Con possibili eccezioni e variazioni a
tali schemi. Ma sui grandi numeri…….(su
100, 1000, 10.000, 100.000 ecc.
persone) mi sa tanto che gli schemi, i
miti, e conseguenti comportamenti, atteggiamenti, opinioni ecc., tornano …….. Eccome
se tornano.
Maslin,
infatti, dopo aver presentato i primi 4 miti di Adams (sulla Natura) che
abbiamo appena visto scrive questo: “ gli individui basano i loro modi di
vedere su diversi fattori: sul proprio sistema di credenze, sulle priorità
soggettive (sia finanziarie sia politiche), oppure su ciò a cui sia conveniente
credere in un dato momento. In ogni caso, il modo in cui ognuno di noi
considera l’ipotesi del riscaldamento globale si basa sulla nostra percezione
del mondo ”
E
allora io mi chiedo, ricollegandomi alla domanda iniziale di Maslin che ho
riportato in apertura di questo post:
visto
che le prove scientifiche (oggettive e impersonali) a supporto dell’ipotesi
dell’esistenza dei cambiamenti climatici esistono e sono numerose, non sarà che
gli scettici riguardo ai cambiamenti climatici o addirittura i “negazionisti”
del riscaldamento globale sono tali non perché in possesso di “altre prove” o
di una “altra Scienza” ma semplicemente per tendenze della propria personalità-carattere-soggettività
non opportunamente neutralizzate ? Sono, magari, troppo fatalisti con una idea
pura di Natura capricciosa ? O esageratamente individualisti con una idea, più
mito che mai, di Natura benigna ?
In
fondo, Maslin questo non ce lo dice esplicitamente ………..
Ma
ce lo fa ben capire tra le righe ……….
cambiamenti climatici
| inviato da lucafortunato il 23/2/2012 alle 9:15 | |
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