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  lucafortunato [ Blog di AMBIENTE, ECOLOGIA, NATURA, VERDE urbano, AGRICOLTURA e SOCIETA', da settembre '08 ]
         

Luca Fortunato

Agronomo libero professionista. Ambientalista indipendente. Naturalista. Artista. Materano. Lucano. Figlio. Fratello. Fidanzato.Cittadino appassionato. Laico.

Amante della propria Regione (la Basilicata) e della propria Città (Matera) ma senza porre limiti geografici al proprio lavoro e alla propria vita. Italiano totale e Cittadino del Mondo sempre pronto a viaggiare, ad esplorare, a conoscere.

Con Idee e Valori di Sinistra. Marxista (puro). Libero e indipendente (senza tessera). 

Sempre e comunque a favore della buona Politica e dei buoni politici. Contro l'Antipolitica e l'Apolitica. Ma contro, anche e soprattutto, la cattiva Politica ed i cattivi politici. Di qualunque colore essi siano.  

Convinto, del resto e appunto, che la vera Politica può essere fatta (e viene fatta) anche al di fuori e al di là dei Partiti. 

 

 


23 febbraio 2012

Natura, Uomo e Cambiamenti climatici

Natura, Uomo e Cambiamenti climatici.

 di Luca Fortunato

 fortunato.luca73@libero.it

 

Lunedì pomeriggio sono stato a Bari per acquisti professionali. Avendone avuto il tempo, ho fatto un salto anche in libreria e finalmente sono riuscito a trovare un libro che cercavo.

Mark Maslin, uno dei maggiori esperti mondiali di Climatologia, nel suo libro “Riscaldamento Globale” (Codice Edizioni) ad un certo punto si domanda: “Considerando tutte le prove scientifiche raccolte a supporto dell’ipotesi del riscaldamento globale, perché c’è ancora una vastissima gamma di opinioni diverse su quanto ci riserva il futuro ?“

Per rispondere, tira in ballo un altro studioso, John Adams dell’University College London il quale ha sviluppato 4 miti sulla Natura e 4 miti sulla natura umana. Dalle diverse combinazioni possibili tra la prima serie e la seconda serie di miti nascono gli atteggiamenti delle persone nei confronti della Natura, del Clima, dell’Ambiente, dell’Ecologia ecc. La Verità, ovviamente, nessuno sa quale sia. Del resto si tratta di miti o meglio di schemi interpretativi. Tuttavia, essi rispecchiano tendenze realmente presenti tra tutti noi, nella Società, nelle diverse società. Basta ascoltare attentamente le persone per rendersene conto.

Gli schemi, sebbene siano schemi, sono sempre utili. Anche per orientarsi, eventualmente, in modo diverso rispetto ad essi ! Quello che invece non è mai utile è lo “schema di non avere schemi”. O l’ignorare che essi comunque esistono e vengono utilizzati ogni giorno ad esempio da diversi scienziati in tutto il Mondo. Grazie ai quali otteniamo innumerevoli vantaggi quotidiani di cui spesso dimentichiamo l’origine. O meglio, la natura dell’origine. Schemi, sì. Ma importanti e produttivi.

Ora ascoltiamo Adams (che rielaboro, in parte, con mie parole per esigenze di spazio e di comunicazione):

 I 4 miti sulla Natura:

1-Natura benigna: la Natura è prevedibile, forte, vigorosa, solida. In grado di perdonare qualunque azione negativa l’Uomo possa compiere nei Suoi confronti. Per quanto possa essere scossa essa torna sempre e nuovamente in equilibrio. Questo mito prevede, di conseguenza, che l’Uomo non debba essere interventista.

2-Natura effimera: la Natura è fragile, precaria, inclemente. A causa dell’Uomo corre il rischio di collassare in modo catastrofico. Necessiterebbe, dunque, di una gestione ambientale di tipo protettivo. L’Uomo sulla Terra dovrebbe muoversi ed agire con cautela.

3-Natura avversa-tollerante: è il mito derivante dalla combinazione del mito n. 1 e del mito n. 2. La Natura perdona, tollera scosse e impatti di tipo antropico entro certi limiti. Bisogna, dunque, cercare di prevenire gli eccessi mentre si può lasciar correre riguardo a fenomeni di minore entità.

4-Natura capricciosa: è imprevedibile. Qualsiasi tentativo di controllo è inutile. Gli eventi sono al di fuori della portata umana (conoscitiva e d’azione). Atteggiamento agnostico, di sospensione del giudizio. Le cose potranno andare bene o male. Ma, in ogni caso, non possiamo saperlo. E, dunque, non possiamo fare, predisporre alcunché in modo sensato. 

I 4 miti sulla Natura umana:

1) Gli Individualisti: persone intraprendenti, con iniziativa, che si fanno da sé, libere, autonome (di solito si tratta di imprenditori, liberi professionisti, commercianti ecc.).

2) I Gerarchici: persone che vivono una realtà segnata da precisi confini tra i gruppi e da norme vincolanti (di solito si tratta di militari, dirigenti e funzionari pubblici, accademici, politici di Partito ecc.).

3) Gli Egualitari: mostrano lealtà nei confronti del gruppo ma poco rispetto per le regole provenienti dall’esterno (leggi, norme, regolamenti, contratti ecc.). Decidono democraticamente ma riconoscono un leader che stabilisce le “regole del gioco” in funzione delle sue caratteristiche personali (di solito si tratta di volontari, ambientalisti, iscritti a movimenti politici (ma non a Partiti politici), ecc..).

4) I Fatalisti: rassegnati al proprio destino e a quello degli altri ………Ogni tentativo di cambiamento ….. è inutile!

Ebbene, sì. Sono miti, schemi. Ma sono utili. Utilissimi. Sia per meglio orientarsi in diverse situazioni. Sia per comprendere le innumerevoli “cavolate” che spesso si compiono e si producono. Quando ad esempio si forzano o si vogliono forzare le diverse nature umane. Costringendole a s-naturarsi in improbabili convivenze o indipendenze. O si forzano o si vogliono forzare teorie, idee, opinioni, filosofie, punti di vista ad incontrarsi o a separarsi. Schemi non scemi. Nell’ambito del dibattito sui Cambiamenti climatici. Ma anche e soprattutto al di fuori e al di là di esso: nella vita quotidiana, nel lavoro ecc. Schemi non scemi. Ce lo assicurano Maslin, Adams e tanti altri.

Tornando per un attimo alla Natura:

è ragionevole, ad esempio,  supporre che l’idea di una Natura capricciosa stia più nella testa di un fatalista anziché di un individualista ?

Oppure: è probabile che l’idea di una Natura effimera stia più nella testa di un egualitario anziché di un gerarchico ?

 E così via.

È chiaro che ogni persona è un caso a sé. Con possibili eccezioni e variazioni a tali schemi.  Ma sui grandi numeri…….(su 100, 1000, 10.000, 100.000  ecc. persone)  mi sa tanto che gli schemi, i miti, e conseguenti comportamenti, atteggiamenti, opinioni ecc., tornano …….. Eccome se tornano.

Maslin, infatti, dopo aver presentato i primi 4 miti di Adams (sulla Natura) che abbiamo appena visto scrive questo: “ gli individui basano i loro modi di vedere su diversi fattori: sul proprio sistema di credenze, sulle priorità soggettive (sia finanziarie sia politiche), oppure su ciò a cui sia conveniente credere in un dato momento. In ogni caso, il modo in cui ognuno di noi considera l’ipotesi del riscaldamento globale si basa sulla nostra percezione del mondo ”

E allora io mi chiedo, ricollegandomi alla domanda iniziale di Maslin che ho riportato in apertura di questo post:

visto che le prove scientifiche (oggettive e impersonali) a supporto dell’ipotesi dell’esistenza dei cambiamenti climatici esistono e sono numerose, non sarà che gli scettici riguardo ai cambiamenti climatici o addirittura i “negazionisti” del riscaldamento globale sono tali non perché in possesso di “altre prove” o di una “altra Scienza” ma semplicemente per tendenze della propria personalità-carattere-soggettività non opportunamente neutralizzate ? Sono, magari, troppo fatalisti con una idea pura di Natura capricciosa ? O esageratamente individualisti con una idea, più mito che mai, di Natura benigna ?

In fondo, Maslin questo non ce lo dice esplicitamente ………..

Ma ce lo fa ben capire tra le righe ………. 

 

 


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permalink | inviato da lucafortunato il 23/2/2012 alle 9:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


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