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  lucafortunato [ Blog di AMBIENTE, ECOLOGIA, NATURA, VERDE urbano, AGRICOLTURA e SOCIETA', da settembre '08 ]
         

Luca Fortunato

Agronomo libero professionista. Ambientalista indipendente. Naturalista. Artista. Materano. Lucano. Figlio. Fratello. Fidanzato.Cittadino appassionato. Laico.

Amante della propria Regione (la Basilicata) e della propria Città (Matera) ma senza porre limiti geografici al proprio lavoro e alla propria vita. Italiano totale e Cittadino del Mondo sempre pronto a viaggiare, ad esplorare, a conoscere.

Con Idee e Valori di Sinistra. Marxista (puro). Libero e indipendente (senza tessera). 

Sempre e comunque a favore della buona Politica e dei buoni politici. Contro l'Antipolitica e l'Apolitica. Ma contro, anche e soprattutto, la cattiva Politica ed i cattivi politici. Di qualunque colore essi siano.  

Convinto, del resto e appunto, che la vera Politica può essere fatta (e viene fatta) anche al di fuori e al di là dei Partiti. 

 

 


9 febbraio 2012

L'Italia e il Clima che cambia - 2

L’Italia e il Clima che cambia - 2

di Luca Fortunato

fortunato.luca73@libero.it



I cambiamenti climatici sono una realtà.

In questi giorni, ho letto su diversi giornali (nazionali e locali) e ho ascoltato in TV, in diverse trasmissioni, numerosi interventi di politici, ministri tecnici, giornalisti, scienziati, professionisti, studiosi, economisti ecc.
Ho letto ed ascoltato molte cose interessanti. Ovviamente, ne ho lette ed ascoltate anche di cose un po’… diciamo  “discutibili ” …. per non dire altro (…. anch’io notoriamente, orgogliosamente e per scelta “non-diplomatico” a volte decido di mettere in essere un po’ di diplomazia ……). Ma, in ogni caso, ho notato che (forse) per la prima volta, su temi quali il maltempo, il clima, i cambiamenti climatici, la neve, la pioggia, le alluvioni, l’ambiente, la natura, l’ecologia, la geologia, il dissesto idrogeologico, l’agricoltura, la protezione civile, le istituzioni  ecc.  le percentuali si sono invertite (o iniziano ad invertirsi). Cioè prevalgono (o quantomeno iniziano a prevalere) coloro i quali sono sintonizzati con la realtà (e non coloro i quali sono sintonizzati con quello che credono sia la realtà……).

Ebbene, nello spirito di un sano e utile realismo, arricchisco ora questo mio blog con dati, fatti, situazioni e opinioni ormai ampiamente diffusi nella comunità scientifica internazionale e dalla comunità scientifica internazionale. E ben riportati, opportunamente riportati, sui giornali e nelle trasmissioni TV di questi giorni. Che ricordano, a tutti noi, il Reale e le sue tendenze:

- l’anidride carbonica in atmosfera è passata da circa 280 ppm (fine del diciottesimo secolo) agli attuali 392 ppm. Questo ha prodotto e produce un maggior effetto serra con maggior accumulo di energia all’interno dell’atmosfera. Il che a sua volta è responsabile dell’instabilità climatica che si manifesta soprattutto con il cambiamento delle correnti atmosferiche (ecco perché in questi giorni, ad esempio, da noi, l’aria fredda proveniente dalla Siberia trova gioco facile con conseguente neve “eccezionale”. Perché il nostro “tradizionale” anticiclone, che negli scorsi anni e decenni ci ha protetto efficacemente dai freddi venti del Nord Est,  si è indebolito e  spostato. Grazie, si fa per dire….., all’anidride carbonica aumentata, da cui siamo partiti in questo ragionamento. Anidride carbonica aumentata, lo sappiamo tutti ma non è mai banale ricordarlo, per lo scellerato impatto antropico sugli ecosistemi;

- la perdita di alberi, di foreste, viene stimata, nel Mondo, in circa 13 milioni di ettari all’anno ! la deforestazione selvaggia sta producendo una progressiva perdita di quella straordinaria risorsa arborea che ha sempre contribuito alla stabilità e alla stabilizzazione del clima. Stiamo perdendo la nostra protezione arborea;

- i ghiacci dell’Artico sono passati da circa 8 milioni di Kmq (stima riferita al 1950) agli attuali 4,3 milioni di Kmq (anno 2011); meno ghiaccio vuol dire meno riflessione del calore solare che a sua volta vuol dire un’altra porta aperta all’effetto serra e all’instabilità climatica;

- la temperatura dei mari e degli oceani sta aumentando. Il che vuol dire maggiore evaporazione. Ecco spiegato il fenomeno delle piogge sempre più violente ed anche meno prevedibili. Sempre più simili ai temporali e agli acquazzoni;

Ecc. ecc. ecc.

Insomma. I cambiamenti climatici esistono. Eccome. E se qualcuno avesse ancora qualche dubbio (come i “negazionisti”, i “minimizzatori”, gli “eccezionalisti”) gli basterebbe apprendere che in questi giorni mentre qui in Italia siamo sotto un gelo polare … in Islanda se la stanno godendo con temperature dolci e miti ……. più cambiamenti climatici di così !  Essi avvengono per cause naturali e antropiche. Negli ultimi 150 anni, però, le cause antropiche (industrializzazione, inquinamento, aumento demografico ecc.) l’hanno fatta e continuano a farla da padrone.

Del resto, in merito all’esistenza dei cambiamenti climatici in senso negativo basta considerare la frequenza con cui alluvioni, nubifragi, frane, smottamenti, inondazioni, mareggiate, grosse nevicate, straripamento di fiumi e canali, estinzione o quasi di specie vegetali ed animali, venti impazziti, caduta di alberi, trombe d’aria, ecc. stanno avvenendo negli ultimi 10, 15, 20 anni, nel Mondo, in Europa, in Italia. La frequenza è aumentata. È cambiata.

E allora mi chiedo: cosa aspetta la Politica (mondiale ma anche comunitaria, nazionale e locale) a dedurre da simili scenari le priorità da perseguire ?

A proposito: oggi alle ore 16:35 ho notato un sole pallido ma bello che cercava di aprirsi un varco tra le nuvole gelate. E mi è venuto da pensare questo:

forse bisogna pensare alla neve quando è estate. E pensare alla siccità estiva quando è inverno. Pensare al vento forte quando il vento non soffia o soffia timido e debole. Che un albero, se non adeguatamente gestito, potrà spezzarsi provocando seri danni, ma non ora che lo stanno piantando ed è solo un giovane essere botanico di appena 1 m di altezza ma in futuro quando avrà raggiunto 10, 15, 20 m di altezza. Che un Piano neve va ideato, redatto e predisposto quando non c’è l’emergenza neve (va seguito e utilizzato quando c’è l’emergenza neve……..).

Insomma: occorre immaginare, ideare, anticipare, prevenire, programmare, pianificare, organizzare. E finanziare (… le cose giuste !).

La Natura, di cui abbiamo abusato, ci guarda severa.






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