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  lucafortunato [ Blog di AMBIENTE, ECOLOGIA, NATURA, VERDE urbano, AGRICOLTURA e SOCIETA', da settembre '08 ]
         

Luca Fortunato

Agronomo libero professionista. Ambientalista indipendente. Naturalista. Artista. Materano. Lucano. Figlio. Fratello. Fidanzato.Cittadino appassionato. Laico.

Amante della propria Regione (la Basilicata) e della propria Città (Matera) ma senza porre limiti geografici al proprio lavoro e alla propria vita. Italiano totale e Cittadino del Mondo sempre pronto a viaggiare, ad esplorare, a conoscere.

Con Idee e Valori di Sinistra. Marxista (puro). Libero e indipendente (senza tessera). 

Sempre e comunque a favore della buona Politica e dei buoni politici. Contro l'Antipolitica e l'Apolitica. Ma contro, anche e soprattutto, la cattiva Politica ed i cattivi politici. Di qualunque colore essi siano.  

Convinto, del resto e appunto, che la vera Politica può essere fatta (e viene fatta) anche al di fuori e al di là dei Partiti. 

 

 


19 gennaio 2012

Paradossi del Nostro Tempo - 5

Paradossi del Nostro Tempo – 5

di Luca Fortunato
 

fortunato.luca73@libero.it


Circa la sostenibilità economica della Scienza e della Tecnica dobbiamo focalizzare la nostra attenzione anche sull’impiego di apparecchi e strumentazioni elettroniche e sofisticate da parte di scienziati, tecnici professionisti, operai, militari ecc.  Tale impiego ha un costo non indifferente. Ed aumenta i costi delle loro prestazioni. Sia per il cliente privato, sia per il committente Pubblico, sia per la Società e lo Stato in generale.
 

In una Società ideale e idealizzata, piena di soldi, i medici potrebbero prescrivere a piacere, sempre e comunque, esami costosi e tecnologicamente avanzati. I geologi potrebbero ricorrere senza pensarci due volte a mille strumentazioni. Gli agronomi, gli ingegneri, i biologi, gli operai specializzati ecc. potrebbero fare altrettanto. Sempre, ovunque e comunque. E giocare anche sul tempo. Anche il tempo costa. Più tempo, più costi. Dunque, Tecnologia a piacere e tempi lunghi e comodi per tutti…… Sarebbe fantastico…… Sarebbe perfetto …… E sarebbe anche molto facile.

Ma purtroppo non siamo in una Società ideale, ma reale. Che dal punto di vista economico-finanziario non se la sta passando proprio bene. Così come non se l’è passata bene da un decennio a questa parte. Così come dovrà stare molto attenta nel futuro. Occorre, dunque, fare economia anche nella Scienza, nella Tecnologia, nella Tecnica. E nelle prestazioni tecnico-scientifiche. Il discorso è estremamente delicato. È ovvio. Ma la realtà impone di affrontare anche questo tipo di problematica. Che fare ? Io penso che bisogna e bisognerà agire in due direzioni:

-ricorrere alle strumentazioni e alle apparecchiature  in casi estremi o estremamente dubbi. Il cui impiego, ricordiamolo, fa e farà sempre lievitare a volte anche di moltissimo i costi da sostenere. Utilizzarle solo se  veramente necessario (dopo averci ragionato e vagliato i singoli casi con onestà intellettuale libera da logiche euro-speculative o da “tentazioni di sicurezza” spesso dovute solo a insicurezza personale);
-curare e in un certo senso ritornare a basare la formazione e  l’attività di uno scienziato, di un tecnico, di un professionista, di un operaio, di un militare ecc. non solo sulle strumentazioni che all’attualità si hanno a disposizione ma anche e soprattutto sulla osservazione diretta, sull’intuito, sul ragionamento, sul buon senso, sulla capacità di applicare il Sapere già acquisito, sulla capacità di adattare alle specifiche realtà e situazioni in cui ci si viene a trovare modelli, schemi, metodologie ecc. troppo spesso astratti, perfetti, ideali, puri. E sul carattere delle persone: capacità di assumersi le proprie responsabilità, capacità di scegliere, di decidere, di rischiare.

Non c’è apparecchio, strumentazione o computer che possa e potrà mai sostituire le competenze e le capacità prettamente umane. Anche di uno Scienziato, anche di un Tecnico. Anzi: è proprio su quelle competenze e capacità che può e potrà poggiare e basarsi un uso oculato, saggio e soprattutto economicamente sostenibile dei gioielli che la Tecnologia ci mette a disposizione. Che come tutti i gioielli costano. Costano molto. A volte, troppo. Anche perché i veri gioielli restano e sempre resteranno  la vista, l’udito, il tatto, l’olfatto, il gusto, l’intuito, il ragionamento, la memoria, l’intelligenza, la creatività, il coraggio, la capacità di analisi, la capacità di sintesi. Soprattutto in Tempi come questi nei quali la vera sfida è e sarà andare avanti ma con sobrietà. Anche nella Scienza e nella Tecnica. Anche nell’applicare la Scienza e nel seguire la Tecnica.

La tragedia della nave Concordia può essere letta anche e purtroppo da questo punto di vista: gps, radar, sonar, carte nautiche, computer, cellulari, trasmittenti  ecc. non sono serviti a nulla di fronte alla stupidità umana e alla mancanza di buon senso.
Puoi metterci tutta la tecnologia disponibile. Ma se l’Uomo non è all’altezza, comunque in basso si cadrà. Al contrario, se l’Uomo è all’altezza di una situazione, anche con una bassa ed economica tecnologia o addirittura senza di essa la situazione avrà comunque un suo divenire in utilità, efficienza, efficacia, praticità e riuscita.
Si può e si deve risparmiare (economicamente) sulla Tecnologia e/o sul suo impiego. Non si può e non si deve, invece,  risparmiare  sugli Esseri umani che devono fare Scienza e Tecnica e applicare la Scienza e seguire la Tecnica. Siano essi scienziati, professionisti, tecnici, operai o comandanti di crociera. E tutto ciò a prescindere dalla Tecnologia (che potrà essere utilizzata o utilizzata in parte o non utilizzata affatto a seconda delle situazioni, dei casi e dei contesti).

Purtroppo,  molti di coloro che fanno e devono fare Scienza e Tecnica e seguono e devono seguire la Scienza e la Tecnica appartengono alla “bigiotteria” del Sapere, del Saper Fare e del Sapere Essere. Due dei tanti aspetti che li caratterizza come “bigiotteria” sono questi: per loro basta avere un costoso strumento elettronico, in mano o vicino, per sentirsi al sicuro o sentirsi scienziato o sentirsi tecnico, o sentirsi esperto. Ed il possedere strumentazioni varie e costose è per loro un qualcosa che va ben oltre il loro lavoro: una sorta di status symbol, di esibizione. “Bigiotteria”, appunto. Diamanti brillanti ma falsi. Meglio quelli ancora grezzi ma veri che quando arrivano a brillare diffondono luce vera. Ma su questo siamo tutti d’accordo. Le domande finali, però, sono queste:
 

possiamo ancora permetterci la “bigiotteria” ? “Bigiotteria” che paradossalmente costa alla Società molto, ma molto di più dei veri gioielli ?
 
 

 


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permalink | inviato da lucafortunato il 19/1/2012 alle 12:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


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